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Può essere il pensiero intuitivo? il pensiero estetico?

20170716_055915L’intuizione è un’altra forma di conoscenza che apprende le manifestazioni del reale senza usare la legge della causalità; le apprende per simpatia verso l’oggetto della conoscenza, per identificazione con esso, per proiezione del sé sull’altro e quindi con esso, per proiezione del sé sull’altro e quindi per rispecchiamento nell’altro. Ciò che l’intuizione riesce a cogliere è dunque un brandello del sé oggettivato in un altro- da sé:

conoscenza ancora una volta fenomenica, che si realizza attraverso l’intrecciarsi e il sovrapporsi delle immagini del soggetto e dell’oggetto.

Al di là dell’apprendimento logico per concetti e di quello intuitivo per immagini non esistono altre forme di conoscenza, l’estasi essendo null’altro che una intuizione simpatetica radicalizzata fino all’annullamento del sé in un altro, terreno o celeste che sia. Ma diverso è quando la cognizione sia indirizzata verso il sé, all’interno del sé.

I vizi e le virtù

I vizi e le virtù sono concetti relativi, ciò che oggi è considerato un vizio non lo era ieri e forse non lo sarà domani e lo stesso vale per la virtù.

Le passioni tracciano la strada lungo la quale la società progredisce. <<L’elogio dell’orologio, dell’ambizione, del desiderio di comandare, della voglia di arricchirsi come altrettanti strumenti di avanzamento.

Voltaire

L’istinto Morale

Il sentimento morale non ha la sua sede nella ragione, non ci arriva dal cielo inviato da chissà chi, non c’è bisogno di riferirlo ad un Dio come non è necessario un diavolo per spiegare l’amore di sé. Si tratta in entrambi i casi d’un istinto, istinto potentissimo che è quello di sopravvivere. é così per gli uomini come per tutti gli animali, ma con una grande differenza: gli animali non hanno imagine di sé, non hanno costruito l’io, la loro soggettività è affidata a un gruppo di istinti e non alla coscienza.